Enotri

Insediamenti e territorio

Nell'arco ionico dell'Italia meridionale, il popolamento enotrio si sviluppa in modo progressivo e stratificato a partire dall'età del bronzo medio (XV secolo a.C.), segnando un'evoluzione graduale ma profonda dei modelli insediativi.

Il paesaggio, articolato in pianure costiere, rilievi collinari e sistemi fluviali a regime stagionale, viene sistematicamente modellato per ospitare insediamenti stabili e duraturi. I siti sono collocati su alture naturalmente difendibili, con visuale strategica, vicini a corsi d'acqua e a terreni fertili. Queste scelte insediative rispondono a logiche sia difensive che economiche: controllo del territorio, accessibilità alle risorse agricole, gestione della transumanza e sfruttamento delle vie naturali di comunicazione.

Nel corso della prima età del ferro (IX-VIII secolo a.C.), la geografia insediativa enotria assume una configurazione chiaramente gerarchica. Al vertice di questo sistema si collocano i centri protourbani, poli territoriali dotati, nei casi dei siti maggiori, di estensioni potenziali comprese tra i 50 e i 100 ettari. Tra i principali si annoverano Francavilla Marittima, Torre Mordillo, Amendolara, Strongoli, Incoronata, Santa Maria d'Anglona. Questi siti costituiscono i nodi primari di un paesaggio organizzato. Attorno a questi centri si distribuisce una rete di insediamenti secondari, spesso ubicati in aree coltivabili o in prossimità dei pascoli, destinati allo sfruttamento produttivo del territorio. Altri, situati su alture marginali dal punto di vista dell'estensione ma eminenti relativamente all'altimetria, hanno funzione di controllo e avvistamento. Questo sistema a tre livelli – insediamento principale, siti produttivi e presidi strategici – consente un dominio capillare del territorio, regolato da criteri funzionali, economici e simbolici.

Gli abitati enotri maggiori si distinguono per la monumentalizzazione progressiva, la concentrazione di risorse, la presenza di necropoli articolate e di spazi dedicati alla produzione artigianale, nonché per la capacità di coordinare la rete dei siti subordinati. Le necropoli associate a tali centri mostrano una netta differenziazione dei corredi funerari, indizio della presenza di aristocrazie locali e di una società stratificata fondata su relazioni clientelari.

A differenza di quanto avviene in altre regioni dell'Italia protostorica, dove il passaggio dall'età del bronzo all'età del ferro coincide con una netta discontinuità e la repentina formazione di grandi agglomerati urbani (come nell'Etruria meridionale), il territorio enotrio mostra una crescita per continuità e consolidamento. I centri protourbani dell'Enotria rappresentano forme complesse di organizzazione territoriale, in cui la pianificazione degli spazi, la differenziazione funzionale e la centralità politico-economica prefigurano assetti complessi. In questo contesto, il paesaggio diventa espressione di un sistema sociale maturo, in cui il controllo dello spazio è strettamente connesso alla legittimazione del potere aristocratico.

Illustrazioni

La valle del fiume Agri ripresa dalla sommità del sito enotrio di Santa Maria d'Anglona.

La valle del fiume Agri ripresa dalla sommità del sito enotrio di Santa Maria d'Anglona.

La valle del fiume Raganello e la piana di Sibari. In primo piano, sulla destra in basso, si trova il sito enotrio del Timpone della Motta di Francavilla Marittima.

La valle del fiume Raganello e la piana di Sibari. In primo piano, sulla destra in basso, si trova il sito enotrio del Timpone della Motta di Francavilla Marittima.

Il contesto paesaggistico circostante al sito enotrio di Cirò Superiore

Il contesto paesaggistico circostante al sito enotrio di Cirò Superiore