Enotri

Necropoli e architettura delle tombe

Le necropoli enotrie costituiscono una delle principali fonti per la conoscenza delle comunità indigene dell'Italia meridionale preromana. Le attestazioni si distribuiscono in particolare nella Calabria centro-settentrionale e nella Basilicata, con presenze anche nella Campania meridionale, in un arco cronologico compreso tra il IX e il VI secolo a.C.

Nell'area della Calabria settentrionale si concentrano alcuni dei contesti meglio noti e studiati, come le necropoli di Francavilla Marittima (Macchiabate), Amendolara (Paladino, Mangosa), Castrovillari; a questi si aggiungono alcuni contesti della valle dell'Esaro, con le necropoli di Torre Mordillo e Roggiano Gravina (Prunetta e Serra Testi), e della valle del Crati, tra i quali le aree funerarie di Torano Castello e Bisignano. In Basilicata, nuclei rilevanti sono noti a Incoronata-San Teodoro, Santa Maria d'Anglona-Valle Sorigliano, Guardia Perticara, che mostrano contatti stretti con la sfera greca dell'area ionica, Sant'Arcangelo (San Brancato) e Chiaromonte. In Campania meridionale la presenza enotria gravita sul Golfo di Policastro, e spesso in interazione con altre componenti culturali, come attestano i contesti di Policastro Bussentino e di Palinuro; a questi si aggiunge anche la necropoli di San Brancato di Tortora.

Le necropoli enotrie mostrano una distinzione di tipologie architettoniche, che talvolta riflette sia tradizioni locali sia evoluzioni delle pratiche funerarie tra IX e VI secolo a.C. Le tombe a tumulo, di pianta circolare o ellissoidale – come attestato nelle necropoli di Macchiabate a Francavilla Marittima e di Valle Sorigliano – erano costituite da una fossa terragna, talvolta rivestita di ciottoli, e da accumuli di ciottoli fluviali di medie dimensioni che andavano a formare il monumento funerario. La copertura fungeva sia da protezione della deposizione sia da segnacolo visibile in superficie. In siti come Torano Castello e Roggiano Gravina, diversamente, la tipologia attestata prevede l'impiego di una cassa litica, di forma rettangolare, con la struttura delimitata esternamente da ciottoli fluviali. Un'ulteriore tipologia presenta una struttura funeraria costituita da casse litiche, delimitate da grandi lastre squadrate che rivestono la fossa, come nel caso di Amendolara-Paladino e Incoronata-San Teodoro. Meno frequenti, ma comunque attestate, le tipologie della tomba a fossa rivestita e coperta con pareti di pithoi, come nelle necropoli di Guardia Perticara e Chiaromonte-Sotto La Croce, e la semplice deposizione in fossa terragna, come a Garaguso.

In diversi casi, la deposizione dell'inumato è in posizione rannicchiata sul fianco, oppure supina, soprattutto nella Basilicata interna, dove si registrano contatti con la cultura delle tombe a fossa del versante tirrenico.

I corredi rivelano una forte articolazione sociale, con deposizioni femminili contraddistinte da ornamenti personali (ricche parures, fibule) e strumenti legati alla tessitura (fuseruole, pesi da telaio), mentre le tombe maschili si distinguono per la presenza di armi (punte di lancia, giavellotti, spade) e strumenti (coltelli, asce, falcetti, roncole) che denotano lo status del guerriero o dell'artigiano. In entrambi i casi, la ceramica matt-painted costituisce l'elemento più rappresentativo per le fasi dell'età del ferro, mentre nel VII secolo a.C. le attestazioni di ceramica greca d'importazione introducono nella sfera funeraria le tipologie della cultura materiale greca, che diverrà predominante nel VI secolo a.C. Queste necropoli documentano dinamiche di differenziazione sociale interne alle comunità e la presenza di importazioni greche, insieme ad oggetti di bronzo di tradizione orientalizzante, segnala l'integrazione dei gruppi enotri nei circuiti del Mediterraneo già dall'VIII secolo a.C.

Le pratiche funerarie mostrano inoltre come le comunità abbiano progressivamente elaborato costumi condivisi, riflettendo sia continuità con tradizioni protostoriche, sia innovazioni legate al contatto con i coloni greci e con gli Etruschi.

Le attestazioni funerarie in alcune aree enotrie più interne, come Roccanova, Chiaromonte, Guardia Perticara, si protraggono fino al V secolo a.C., segnalando una continuità della tradizione indigena in parallelo alla sempre più forte influenza greca. In contesti costieri tirrenici, come Policastro Bussentino e Palinuro, le necropoli mostrano invece nel V secolo forme culturali ibride, espressione del contatto e della commistione con il mondo coloniale.

Illustrazioni

Tipologia dei monumenti funerari attestati nelle necropoli enotrie.

Tipologia dei monumenti funerari attestati nelle necropoli enotrie.

Ricostruzione grafica della figura di un uomo enotrio, sulla base delle attestazioni materiali nei corredi funerari (generata con intelligenza artificiale).

Ricostruzione grafica della figura di un uomo enotrio, sulla base delle attestazioni materiali nei corredi funerari (generata con intelligenza artificiale).

Ricostruzione grafica della figura di una donna enotria, sulla base delle attestazioni materiali nei corredi funerari (generata con intelligenza artificiale).

Ricostruzione grafica della figura di una donna enotria, sulla base delle attestazioni materiali nei corredi funerari (generata con intelligenza artificiale).